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Contrariamente a quanto previsto dalle disposizioni si verificano molti casi in cui è stato redatto un certificato medico con una data di inizio della prognosi dichiara di essere ammalato dal … di qualche giorno anteriore alla data del rilascio del certificato: Questo comporta che il certificato medico sia da considerare anomalo per tutti i giorni antecedenti la data del rilascio e potrebbe verificarsi una penalizzazione per il lavoratore.

Il certificato è corretto solo se rilasciato nel giorno di inizio malattia o, al massimo, anche per il giorno immediatamente precedente se lo dichiara il lavoratore. Nel caso di continuazione il certificato è corretto solo se rilasciato nel primo giorno successivo al termine del precedente. Per quanto sopra si prega voler sensibilizzare i medici della provincia rispetto a quanto sopra indicato. Processi Amministrativi del Personale Centro. Gestione dei Servizi Territoriali di Amministrazione del Personale.

Anzi, noi dall'Istituto superiore di sanità ne avevamo consigliati addirittura 13 aggiungendo anche il pneumococco. Per invertire la rotta si devono riproporre le migliori esperienze a livello internazionale, e, in questo senso, "il modello da seguire è quello californiano.

In Veneto, invece, con il venir meno dell'obbligo, sulle attuali 4 vaccinazioni obbligatorie si registrano i dati peggiori rispetto alla media nazionale. Sono le evidenze a dirci che non è questa la migliore via da percorrere". Quando alla proposta di legge del M5S: Presidente Ricciardi, prendiamo spunto dalle notizie che provengono oggi dalla Francia dove si pensa di inserire l'obbligo per 11 vaccini.

Lo si è deciso sulla base delle evidenze scientifiche. Sono le condizioni generali a dettarci questa scelta. Per quale motivo oggi dovrei offrire il vaccino contro la poliomelite e non quello contro la pertosse che avanza? Questo tanto per fare un esempio. So a chi sta facendo riferimento. Devo dire che la mia audizione ha avuto riscontri favorevoli dalla maggior parte dei senatori presenti, mentre alcune critiche sono state mosse solo dal M5S , dal vicepresidente della commissione Maurizio Romani Idv e da Nerina Dirindin Mdp.

Nello stesso periodo lo scorso anno erano circa Si deve ricordare che i vaccini sono uno strumento di prevenzione.

Di fronte a dati allarmanti, con tutte le coperture sotto la soglia di sicurezza, è logico che si debba necessariamente intervenire per prevenire nuove epidemie prima che queste esplodano, come successo con il morbillo. La logica di uno strumento di prevenzione è proprio quella di intervenire prima per evitare la gente si ammali e muoia. Questo deve essere chiaro a tutti.

In questi giorni il M5S e Mdp hanno presentato le loro proposte di legge sui vaccini. In entrambi i testi viene proposto un approccio basato sulla raccomandazione e non sull'obbligo. Una scelta, hanno spiegato ieri i parlamentari pentastellati, di tipo politico. Ma prima di tutto si deve far chiarezza di cosa si intende quando si parla di evidenze scientifiche. È del tutto evidente che in questo campo, a differenza ad esempio dei farmaci, non si possano fare dei clinical trial randomizzati per dimostrare l'efficacia di un modello piuttosto che di un altro.

Si deve qui intendere il metodo migliore per raggiungere con efficacia l'obiettivo che ci si è prefissati. E da questo punto di vista il metodo da seguire, ossia quello che ha dato i migliori risultati, è quello della California.

Qui, a fronte di un preoccupante calo vaccinale, si è intervenuti introducendo l'obbligo vaccinale senza il quale è impossibile l'iscrizione in tutte le scuole, università comprese. E si badi bene che non stiamo parlando di uno Stato retrogrado, ma anzi, liberale al punto da aver anche legalizzato l'uso della cannabis a scopo ricreativo. Un metodo, questo, fortemente contestato da Regioni come il Veneto che ha già annunciato ricorso alla Corte Costituzionale. Che idea si è fatto? Vede, anche in questo caso parlano i numeri.

Le nostre stime parlano di circa due o tre anni necessari per le quattro vaccinazioni obbligatorie. Per le altre invece, ci vorranno circa 5 anni. E questo con l'obbligo, figuriamoci quanto tempo sarebbe necessario con la sola raccomandazione! Una domanda più tecnica. Questa è una proposta assolutamente priva di scientificità. L'esavalente è utilizzato nei Piani vaccinali di tutto il mondo. Perché mai dovrei escludere il vaccino contro la meningite, viene forse ritenuto poco importante? Senza contare il fatto che in questo modo, e con la soluzione delle monodosi, si dovrebbero sottoporre i bambini al doppio delle iniezioni.

I vaccini sono vittime del loro successo, perché grazie a questo strumento è stato possibile far quasi sparire alcune malattie dal nostro Paese. Ma questo non significa che quelle malattie non esistano più. Ed è proprio nel momento in cui non si considerano più pericolose, che i rischi aumentano. È sparito il ricordo delle malattie e delle loro nefaste conseguenze, ed ora si ha più paura di possibili lievissimi e rari effetti collaterali.

Detto questo, è evidente che noi per primi vorremmo un'adesione libera, partecipata e informata alle vaccinazioni. Da questo di vista mettiamo e metteremo tutto il nostro impegno per poter offrire la massima trasparenza e tutte le dovute rassicurazioni del caso. Non esistono evidenze scientifiche sull'aumento delle coperture con l'introduzione dell'obbligatorità per altri 8 vaccini.

E, di fronte ad una mancanza di epidemie è ingiustificato il ricorso ad un decreto legge. Questi i concetti espressi oggi al Senato da Giulia Grillo, Elena Fattori e Paola Taverna che hanno presentao un loro ddl alternativo al decreto Lorenzin. Per i Ciinque Stelle bastano gli attuiali 4 vaccini già obbligatori antidifterite, antitetanica, antipoliomelite e antiepatite B e non serve il reinserimento dell'obbligo vaccinale per iscriversi a scuola che era già stato camcellato nel Apertura al ddl Dirindin.

Inoltre no al ripristino dell'obbligo vaccinale per poter iscrivere a scuola i propri figli. Di fatto il M5S ha scelto un approccio di raccomandazione proprio basandosi su ricerche ed evidenze scientifiche che ci dicono che questo è l'approccio migliore. Ritengo che la politica debba fare politica e che la scienza debba fare la scienza senza interferire nei rispettivi campi.

La politica ha il compito di fare le regole per garantire una ricerca indipendente, trasparente e sicura.

E proprio su questo stiamo discutendo in commissione Affari sociali alla Camera sull'articolo 1 del ddl Lorenzin. La scienza viceversa propone sue innovazioni che la politica deve introdurre, specie se a carico del pubblico erario, con degli strumenti di politica sanitaria pubblica". Questo dobbiamo dirlo in maniera chiara per non creare farsi allarmismi. Premesso questo - ha spiegato Fattori - politicamente il punto è come ottenere questa copertura.

Nella maggior parte dei casi questo traguardo non si raggiunge con la coercizione ma con la raccomandazione. E su questa modalità è basato il nostro ddl. Lo Stato deve tutelare la salute pubblica accompagnando i genitori alla vaccinazione.

Servono vaccini gratuiti e disponibili, e personale sanitario disposto a chiarire i dubbi. Lo Stato ha poi il compito di monitorare il livello delle vaccinazioni attraverso un'Anagrafe vaccinale informatizzata.

Abbiamo poi previsto clausole di salvaguardia, ad esempio nei casi di epidemie dichiarate. Vogliamo uno Stato autorevole, non autoritario". La gente non si fida del ministro, del governo, dei parlamentari, non dei vaccini. Le risorse del Fondo sono destinate: Il comma 3 è dedicato alla tutela degli alunni che per motivi clinici non possono accedere alle pratiche vaccinali. Viene previsto che i dirigenti scolastici delle scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie, provvedono, nei casi di cui al comma 1, ad adottare ogni misura necessaria per garantire agli alunni stessi una continuità didattica in presenza di adeguate misure volte alla tutela della salute e della sicurezza.

Testo ddl vaccini M5S. Presentata legge alternativa al decreto Lorenzin. Un Piano nazionale di prevenzione vaccinale, rafforzamento dei servizi vaccinali regionali, piani di comunicazione per promuovere l'adesione volontaria, un sistema di farmacovigilanza realizzata attraverso un sistema efficiente e integrato di raccolta dati, e la gratuità dei vaccini necessari per il raggiungimento degli obiettivi di Piano.

Questi i punti nevralgici della proposta di legge presentata oggi in Senato dalla senatrice di Articolo 1-Mdp. Pensiamo che queste siano uno degli interventi più efficaci e sicuri a disposizione della sanità pubblica per la prevenzione delle malattie infettive. Lo ha dichiarato Nerina Dirindin , Senatrice di Articolo 1 - Movimento democratico e progressista , che stamattina ha presentato in conferenza stampa il disegno di legge Disposizioni in materia di malattie infettive prevenibili con vaccinazioni , di cui è prima firmataria.

Abbiamo anzi il timore che la grande confusione che il decreto che impone l'obbligo vaccinale sta scatenando e un approccio drastico possano radicalizzare i dubbiosi e i dissidenti". Tutte le istituzioni dovrebbero prendere le distanze da scorciatoie e, al contrario, lavorare per rasserenare il clima e rinsaldare la fiducia tra i cittadini e la medicina. Il disegno di legge che presentiamo oggi va esattamente in questa direzione, puntando su una strategia all'insegna della prevenzione e dell'informazione, considerando la vaccinazione l'ultimo step di un percorso complesso e articolato e intervenendo con obblighi solo se effettivamente necessari, con strumenti proporzionati e utili rispetto agli obiettivi di prevenzione delle malattie infettive che tutti condividiamo", ha sottolineato.

Ecco cosa prevede il disegno di legge: I dubbi del Veneto. Con questo decreto non si convince, ma si impone un obbligo coercitivo. Inoltre, le multe hanno un aspetto discriminatorio: In Veneto — secondo i report semestrali sulle vaccinazioni - cala la percentuale dei genitori che manifestano un dissenso definitivo alla vaccinazione: Vaccini e medici radiati.

Classe dirigente medica incapace di prevedere le conseguenze delle sue decisioni su se stessa. Sputare fuori le proprie contraddizioni non aiuta in alcun modo la professione a crescere.

Le sue conclusioni politiche furono chiare e unanimemente condivise: Obbligare a sottomettersi a dei trattamenti sanitari e radiare dei medici che su questo obbligo incondizionato dissentono, è la stessa cosa. In entrambi i casi si ha una manifestazione di impotenza nel senso che la coercizione vale come fallimento della ragione. La radiazione dei due medici per me, a parte essere qualcosa di abnorme e di esagerato, è una decisione deontologicamente insussistente e che probabilmente grazie alla magistratura finirà, spero presto, in una bolla di sapone.

Ma siccome niente avviene a caso e niente sembra essere privo di significato essa ci dice che: Radiare un medico dal punto di vista professionale è una forma di esecuzione capitale cioè una condanna di morte. Condannare professionalmente a morte un medico per le sue convinzioni scientifiche è semplicemente una forma di fascismo giustificato con le regioni dogmatiche e autoritarie della scienza.

Questi medici stanno nella riga come si conviene a un medico per bene, ma a modo loro, cioè in modo razionalmente diverso. Medici che radiano altri medici ha il significato di sputare fuori qualcosa che non si tollera più e che a torto o a ragione ormai si avverte come una diversità tossica e dannosa quindi intollerabile.

Ma sputare via le proprie diversità, la propria critica interna, le proprie esperienze, i propri dubbi, perché di questo si tratta, significa rischiare di sputare via la possibilità di cambiamento. E poi se i medici devono stare dentro la riga si deve saper che ogni riga ha le sue contraddizioni perché ogni riga è qualcosa di convenzionale che spesso stride con la realtà. La riga è comunque un confine con una relativa arbitrarietà e oggi viviamo in un epoca, definita della globalizzazione, dove la nozione di confine fa la differenza tra la società che accoglie e la società che rifiuta tra la società chiusa e quella aperta.

E questa crisi non si risolve condannando alla morte epistemica il dubbio, la critica, la riflessione, la ragione. Il problema quindi non è radiare dei medici che interpretano le righe ma anche con il loro aiuto, ripensare le righe per permettere ai medici di fare davvero i medici e curare per davvero al meglio i loro malati. Ortodossia e deontologia Ortodossia come è noto viene dal greco, ortho, ossia "diritto" e doksia ovvero "opinione", quindi significa "giusta, corretta opinione".

Il problema che pongo è semplice: Se si come la definisce? L'esercizio della medicina è fondato sulla libertà e sull'indipendenza della professione che costituiscono diritto inalienabile del medico.

Questo articolo, fino ad ora, ha avuto un significato e una interpretazione inequivocabile ed era la regola aurea di tutto il codice, ma oggi, suo malgrado dopo le due radiazioni tradisce una imprevista ambiguità: Veniamo alla mia tesi: Essa non è definita in modo prescrittivo stabilendo tecnicamente cosa egli deve fare o non fare, ma è definita: Questa modalità dice come deve essere il medico, non cosa deve fare, stabilendo che: Ma perché il codice deontologico definisce il medico come una professione modale?

Perché i casi clinici individuali rispetto ai quali il medico, di volta in volta, decide la propria ortodossia, non sono finiti ma per definizione infiniti.

Quindi per ragioni di complessità. Le ragioni della complessità sono tutte epistemiche. Di fronte ai cambiamenti sociali e al dilagare, nella società, delle medicine non convenzionali, i medici temevano non di compromettere la loro ortodossia ma di perdere potere per cui pensarono bene di ammettere nel loro codice deontologico delle vere e proprie eterodossie.

Il ricorso a pratiche non convenzionali non deve comunque sottrarre il cittadino a trattamenti specifici e scientificamente consolidati e richiede sempre circostanziata informazione e acquisizione del consenso. La domanda conclusiva che pongo alla Fnomceo quale federazione degli ordini medici, è semplice: Essa quale professione, quindi quale categoria sociale, allo studioso appare semplicemente una professione inetta cioè incapace di prevedere le conseguenze delle sue decisioni su se stessa.

Ma per fortuna la sua incapacità non è clinica ma culturale. Non dico altro a buon intenditore poche parole. Cittadini e Associazioni di Imola infatti, fortemente preoccupati per la propria salute, si sono mobilitati per fare chiarezza sullo stato di fatto della Discarica Tre Monti e del progetto relativo al suo ampliamento.

La preoccupazione dei componenti il comitato è conseguente al fatto che, malgrado siano ormai 40 gli anni di attività di smaltimento rifiuti nel sito, le autorità preposte non abbiano ancora attivato un adeguato piano di monitoraggio del livello di inquinamento e della salute dei residenti.

Alla luce dell'approvazione del progetto di ampliamento della discarica, il 10 marzo scorso è stato presentato un ricorso al T. La tutela della salute è il filo rosso che percorre tutto il ricorso come anche tutta la nostra mobilitazione e, pertanto, ci sentiamo in dovere di coinvolgere nella nostra azione chi, con il proprio agire quotidiano, garantisce quotidianamente la tutela della nostra salute. Le motivazioni per farlo c'erano tutte.

Esistono dati di letteratura scientifica preoccupanti che, in diversi studi, riportano liste di gravi patologie in popolazioni che abitano in prossimità di discariche.

In particolare segnaliamo il recente articolo scientifico pubblicato da F. Segnaliamo inoltre che per una serie di patologie, tra cui proprio quelle legate all'apparato respiratorio, ma non solo per queste, i dati dell'ASL Imolese evidenziano preoccupanti incidenze sulla popolazione e incrementi del rischio rispetto alla media regionale, tra l'altro piuttosto elevata.

Tali rilievi venivano ripresi sia dalla stampa locale, sia da un articolo di A. La Discarica doveva accogliere solo rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi ma i dati preoccupanti sul percolato, emersi dalle analisi di ARPA sopra citate, impongono una doverosa precauzione e una maggiore chiarezza a riguardo. Ci permettiamo quindi di chiederVii una riflessione su questa tematica e sulle conseguenze che, a nostro parere, stanno minacciando seriamente la salute e quella dei nostri figli, in particolare nei Comuni di Imola e Riolo Terme.

È stato concepito in un clima di aperta intolleranza, interpretato con atteggiamenti di avversione verso le opinioni fuori dallo standard, messo in campo come una lezione esemplare da dare ad una società considerata irresponsabile e incosciente e non come una norma saggia per la salute di tutti. Un tripudio generale rispetto al quale era meglio tacere le proprie incertezze per paura di essere scambiato per un disfattista.

Coloro che, come me, su questo giornale esortavano al realismo e alla prudenza, venivano visti con sospetto. Quello che si è visto è stata una medicina divisa, istituzioni regionali con diversi orientamenti, drammatizzazioni esagerate, scontri politici, e molta poca comprensione e attenzione per i problemi della gente ma soprattutto tanta reticenza. I vaccini sono fondamentali ma non perfetti. I vaccini sono problemi idiografici.

Ma siccome il decreto è convinto del contrario ne deduco che rispetto alla sua stupidità, la realtà prima o poi presenterà il conto. La prima questione che pongo è pragmatica: Sarebbe un guaio se la crescita della copertura vaccinale fosse pagata con una crescita del contenzioso legale tra società e medicina o semplicemente con una crescita della sfiducia e del disagio sociale.

Solo in guerra agli ordini si obbedisce e basta. Con questo decreto sembra che la medicina sia solo una questione scientifica. La seconda questione che pongo è politica e riguarda la libertà delle persone e il tema del consenso informato. Trasformare i vaccini in TSO significa obbligare le persone a certi trattamenti come se vi fosse: Tutto questo si gioca intorno a questioni: Possibile mai che non si comprenda la gravità di definire obblighi che, in quanto tali, vicariano di fatto la patria potestà.

Il decreto a ben vedere è una forma di patria potestà surrogata per ragioni di salute pubblica. Lo Stato per evidenza scientifica diventa genitore a modo suo. Non serve non avere il libretto delle vaccinazioni per perdere la patria potestà essa è messa in mora automaticamente nel momento in cui si obbligano i genitori a fare dei TSO ai loro figli.

Ma a che serve il ministero se tutto è ridotto a tagli finanziari, a TSO e a linee guida? A questo, paradosso apparente, i giovani genitori, ragionano come Jonas, che, nei confronti dello sviluppo crescente della scienza e della tecnica, invocava il principio della responsabilità. Ma veramente si pensa che il problema sia quello dei genitori incoscienti? O forse il cruccio dei genitori di oggi è proprio il contrario cioè la difficoltà ad esercitare una coscienza genitoriale perché ne sentono di tutti i colori e non sanno a chi dare retta?

Cosa chiedono i supposti genitori incoscienti? Non di essere obbligati a sottoporre i loro figli a trattamenti sanitari misteriosi di cui non conoscono e temono i meccanismi, ma di essere sicuri, di avere anamnesi accurate, un vero sistema di farmaco vigilanza, medici attenti, cautela clinica, una informazione vera completa non reticente e non contraddittoria. E lo Stato che fa?

Anziché farne i primi attori della profilassi condiziona loro la patria potestà con dei TSO. Tutto questo è talmente abnorme da far venire il sospetto che il decreto sia stato pensato ben oltre gli ambiti strettamente scientifici della questione vaccini. Mi riferisco a quella tra Renzi e Grillo. Il decreto ha preso forma dentro questa polemica senza la quale probabilmente non sarebbe mai nato. Non è la Lorenzin che conquista il decreto è a Renzi che il decreto fa politicamente comodo.

Basta vedere gli atti parlamentare. Insomma questo è un decreto che il Parlamento dovrebbe emendare perché fatto con i paraocchi, indebitamente strumentalizzato, figlio del peggior scientismo che si poteva immaginare.

A partire dai dati sul calo della copertura vaccinale dovremmo certamente mettere mano senza allarmismi non esiste nessuna emergenza ad una campagna di vaccinazione efficace ma dentro una diversa strategia: Cosa vuol dire obbligazione morale?

Questo dovere è un impegno preso liberamente dai genitori nei confronti dei propri figli i quali tacitamente si aspettano che sia realizzato. Per far crescere il dovere alla salute nella nostra società si deve mettere in campo un programma formativo e un sistema efficace di farmaco vigilanza. Adesso godetevi la festa… finché dura. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e della Ministra della salute Beatrice Lorenzin, ha approvato un decreto legge contenente misure urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

In questa prospettiva, che tiene conto anche degli obblighi assunti e delle strategie concordate a livello europeo e internazionale, vengono dichiarate obbligatorie per legge, secondo le indicazioni del Calendario allegato al Piano nazionale di prevenzione vaccinale vigente età anni e in riferimento alla coorte di appartenenza, le vaccinazioni di seguito indicate:.

Tali vaccinazioni possono essere omesse o differite solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate e attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta.

Le percentuali sono infatti ben diverse e molto più confortanti. Dati già divulgati ma che è opportuno ricordare perché sono la prova tangibile di una raggiunta buona protezione immunitaria complessiva della popolazione infantile in assenza di epidemie di rilievo.

Un altro elemento di diffidenza e sfiducia viene alimentato dal sospetto che spesso gli effetti gravi al vaccino possano tenuti nascosti e sulla parzialità delle informazioni ottenute dalle famiglie nei centri vaccinali che in maniera superficiale fanno riferimento solo ai vantaggi e non ai possibili rischi aumentando la diffidenza iniziale.

Il rischio che vogliamo evidenziare è quello di un possibile effetto boomerang sul piano politico di subire tale coercizione vissuta come un atto illiberale senza i positivi riverberi riguardo al risultato sanitario desiderato che invece sarebbe possibile ottenere con altri strumenti e strategie a nostro avviso più efficaci, come quelle appunto sperimentate nella Regione Veneto dal quando tutti gli obblighi sono stati sospesi.

A nostro avviso, dunque, sarebbe più utile mettere in atto sia da parte del Governo centrale sia da parte di quelli regionali alcuni interventi specifici partendo dalla capillare e minuziosa verifica, in tutte le regioni a 24 e 36 mesi, della copertura vaccinale di tutta la popolazione infantile con meno di 14 anni verificando le differenza tra il veneto e le altre Regioni. Sarebbe utile anche attivare un programma periodico di rendicontazione delle reazioni avverse effettivamente verificate sul campo da trasmettere ad una commissione nazionale indipendente a cui demandare anche il compito della comunicazione secondo canoni di rigore non come avvenuto con la diffusione di notizie infondate sul Fluad per la vaccinazione influenzale.

Infine, ma non ultima per importanza, avviare una capillare e costante campagna di corretta informazione sui vaccini coordinata tra le regioni che utilizzi gli stessi strumenti e gli stessi target e strategie verificando per step eventuali correttivi e risultati. Che tale tasto, quando battuto, sia vincente lo si è potuto verificare sulla scia dei focolai di piccoli picchi di incidenza delle meningiti che hanno spinto la popolazione a ricorrere al vaccino in tutte le regioni generando addirittura liste di attesa e difficoltà, dei centri vaccinali a smaltire le richieste.

Infine due punti irrinunciabili: Dunque, un oncologo e un esperto di comunicazione si incontrano su un tema difficile e cruciale: Offerta di lavoro per: La Fondazione Forense Bolognese organizza per il giorno 11 maggio dalle ore La domanda di partecipazione al concorso deve essere presentata, a pena di esclusione, con modalità informatizzata tramite la piattaforma tecnologica ed applicativa appositamente realizzata collegandosi al sito internet http: Il termine di presentazione della domanda, previsto a pena di irricevibilità, scade alle ore Si rileva che sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.

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Tutti a gridare risentiti al de-finanziamento della sanità come se fosse una novità. Il welfare aziendale , mettetevelo in testa, implica, per forza, cioè per ragioni di pura compatibilità finanziaria, il progressivo de-finanziamento della sanità pubblica. Usata per la sanità essa afferma che due specie di welfare mutue contrattuali e sanità pubblica non possono convivere utilizzando una stessa risorsa limitata e limitante vale a dire un comune finanziamento pubblico proprio perché in generale le risorse pubbliche sono per definizione limitate.

Quindi di ridiscutere il ruolo del welfare. Non è proprio una cosa da nulla. Jobs act Alla base di questa decisione, direi epocale, vi è il Jobs act cioè la legge che ha delegato il governo Renzi ed ora il governo Gentiloni, ad apportare delle riforme nel mondo del lavoro attraverso dei decreti attuativi. Ma vi è anche un grave limite culturale che riguarda soprattutto il riformismo di sinistra che di fronte a nuove contraddizioni, nuove sfide, non riesce ad andare avanti. Gli obiettivi teorici del Jobs act sono noti adeguare la legislazione del lavoro a quella europea, consentire maggiori opportunità a tutti di ottenere contratti di lavoro a tempo indeterminato, modificare le norme sul licenziamento, ecc.

Renzi e i suoi consiglieri economici non si sono inventati nulla di nuovo. La novità che introduce il Jobs act versione italiana è di mettere questo rischio completamente a carico dello Stato utilizzando la leva fiscale. Il Jobs act modifica la tassazione sul reddito di impresa intervenendo sul principale fattore produttivo cioè il costo del lavoro.

Con la finanziaria come ho già spiegato QS 20 marzo si rafforzano gli incentivi: In tale modo un lavoratore potrà ricevere: Cioè welfare on demand. Lo ripeto a coloro che guardano il dito e non la luna, prima del de-finanziamento della sanità vengono le politiche economiche le quali per il jobs act nascono dagli interessi i quali a loro volta sono riconosciuti tali da altri interessi, quelli della politica, alla ricerca permanente di consenso nel tentativo di allargare la propria base di legittimazione sociale e di mantenere e accrescere il proprio potere.

Se la sanità è de- finanziata è perché non comandano più i diritti ma il plus valore. Finanziando il primo e de-finanziando il secondo. E voi che fate? Anziché guardare la luna ogni volta ci fate la lagna sul dito.

Lo Stato contro lo Stato Il welfare fiscale con le sue norme tributarieinfluenza di fatto la domanda aggregata di salute e di sanità nel nostro paese influenzando negativamente la funzione distributiva dello Stato che a partire dal ha sempre tentato di equilibrare con il welfare pubblico la distribuzione del reddito. Il def appena approvato e che in autunno si trasformerà in legge di bilancio ha quindi lo scopo di produrre effetti sull'allocazione delle risorse a favore del welfare aziendale e a scapito della sanità pubblica di cui si conferma il de-finanziamento.

In sostanza il Jobs act contro-riformando la concezione storica del welfare sanitario, modifica profondamente le funzioni economiche storicamente svolte dallo Stato: Fino ad oggi tutte le professioni in sanità sono state vincolate da deontologie ispirate ovviamente al principio di non escludibilità e a quello della non rivalità.

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato la stessa attività, in forma gratuita, per l'a. La mozione proposta da questo Ordine ed approvata è la n. Inviare curriculum alla Segreteria Medica: Indispensabile il possesso del manichino BLS per le prove pratiche, preferenziale il possesso del videoproiettore. La ricerca è rivolta ad ambosessi ai sensi della L. Per candidarsi a tale offerta, far pervenire il curriculum comprensivo del consenso al trattamento dei dati personali ai sensi del D.

Certo correttamente, credo, Lei si sia fatto interprete di quanto da me paventato e mi auguro sperando di non essere troppo presuntuoso che in qualche modo la mia preoccupazione possa essere stata fatta presente alla Fonte. Non vi è stata alcune risposta. Lo sgravio fiscale previsto provocherà una consistente riduzione delle entrate alla Agenzia delle Entrate. Ma veramente possiamo illuderci che avremo garantite due volte le prestazioni sanitarie? Quelle welfarizzate e quelle del SSN?

Mi pare un inutile doppione. Non credo che non vi sia chi non veda in questa contingenza un forte e grave arretramento della sicurezza che era previsto offrirsi agli italiani, o meglio, ai residenti sul suolo patrio. Non credo affatto a questa volontà di controriforma sanitaria. Parallelamente si è avviata una politica di defiscalizzazione parziale dei fondi sanitari integrativi che, badi bene, è realizzabile solo se essi rispondono a bisogni dettati dal legislatore che, in questo caso, sono stati individuati nelle cure dentali e nella assistenza alla non autosufficienza.

Dal mio punto di vista, a meno che non si voglia vietare erga omnes per legge qualsiasi forma di sanità o welfare privato che forse neanche in Corea del Nord lo sono! Non penso sia giusto. Detto questo, per quello che conta il mio parere, vorrei tranquillizzarla: Discutiamo di mutue senza capire che cosa sia effettivamente accaduto. Il governo Renzi a nostra insaputa ci ha messi come sanità pubblica in un trappolone dal quale non sarà facile uscire senza che ci si rompa le ossa.

Renzi attraverso il jobs act non ragiona con i presupposti di un neoliberista contro il welfare pubblico ma con quelli di un economicista senza scrupoli: Economia con economia cioè il pil contro i diritti Il superamento della sanità pubblica è la inevitabile conseguenza di un incontro di economie diverse: Ecco perché mi sono permesso di parlare di trappolone Vediamo qualche numero sui fondi: La mia stima aggiornando i dati ufficiali disponibili con quelli relativi al prossimo rinnovo dei contratti del pubblico impiego 3 milioni di persone calcolando lavoratori e familiari è che siamo oltre i 15 milioni di persone con una doppia tutela quella pubblica e quella mutualistica.

Nella realtà come ho già detto su questo giornale rispondendo alle osservazioni critiche che mi sono state rivolte le mutue integrative sono sempre state un eufemismo. Esse nella stragrande maggioranza dei casi si sono poste sempre come mutue sostitutive dal momento che offrivano prestazioni comprese ampiamente nei lea.

Oggi quindi il welfare aziendale è concepito per legge, di fatto come sostitutivo di quello pubblico. Quindi per favore non si parli più di mutue integrative.

Ma ammesso che le mutue possano intermediare la spesa sanitaria privata, personalmente una tale operazione di riconversione non la darei come scontata. Chi sta male non fa ideologia ma va laddove è sicuro di risolvere il suo problema personale. Questo spiega molte cose per esempio perché a fronte di 30 mld di out of pocket solo 1,4 mld sono intermediati QS 2 dicembre Quando il sistema sarà a regime e sarà ampiamento sostitutivo di quello pubblico esso avrà probabilmente gli stessi problemi di accesso che oggi ha la sanità pubblica, gli stessi problemi di sostenibilità finanziaria, gli stessi problemi di funzionalità.

Per cui non è improbabile che il malato by passerà anche il welfare aziendale cercando soluzioni nel privato. Ma intanto smettiamola di giustificare il neo-mutualismo di ritorno di matrice lavoristica con il problema della spesa privata.

A parte i rischi che stiamo correndo, mi amareggia che la sanità, quindi gli operatori e i cittadini, cioè milioni di persone, si trovino loro malgrado davanti ad una controriforma di sistema come difronte ad un fatto compiuto, senza avere avuto la possibilità né di discutere, né di ragionare, né di replicare né di consigliare né di obiettare.

Ma il governo si sbaglia e se ne accorgerà perché la sanità è soprattutto e innanzitutto persone. Io la contestai ma questo fu possibile solo perché giocavate a carte scoperte.

Ma con questo pastrocchio sul welfare aziendale non avete, almeno nei nostri confronti, giocato a carte scoperte e noi server della sanità ci sentiamo raggirati. Quindi signora ministra, andando al sodo e lasciando da parte le mie impubblicabili rimostranze, le chiederei come atto tardivo di lealtà nei nostri confronti di fare chiarezza per darci la possibilità di costruire, sulla sanità che come persone noi siamo , una nostra opinione.

I quesiti che le pongo sono semplici: Il programma degli eventi calendarizzati per l'anno prevede l'attribuzione di crediti ECM e la partecipazione gratuita previa iscrizione obbligatoria mediante compilazione di form online. Quotidiano Sanità 28 marzo La preoccupazione è stata anche condivisa ed espressa, sempre sul suo eccellente giornale, dalla deputata Mdp Marisa Nicchi dalla giornalista e scrittrice Daniela Francese nonché dal Prof.

Maurizio Benato già vice presidente del Comitato Centrale della Fnomceo. Se permette aggiungo anche le mie preoccupazioni nonostante le smentite degli On. Ma questo, si sa, fa parte del gioco democratico e certo non me ne lamento. E credo che esprimere costruttive perplessità possa essere di qualche ausilio. Naturalmente ho apprezzato tutti vari passaggi sul welfare soprattutto quelli concernenti la non autosufficienza che è vieppiù crescente nel nostro Paese che vanta un invidiabile incremento della vita media con, purtroppo, ricadute sulla popolazione anziana sempre più bisognosa di soccorso.

Il passaggio, a pag. Mi auguro di essere contraddetto da Lei in questa mia visione pessimistica. Naturalmente sarà mia cura valutare anche le proposte che saranno avanzate, in ambito sanitario, dagli altri competitori di Renzi nel Partito Democratico, Emiliano ed Orlando. Mi scusi se Le ho fatto perdere del tempo per questa mia noiosa preoccupazione, ma spero di avere comunque posto un problema al quale Lei vorrà documentare mi auguro una smentita alle mie preoccupazioni.

Non ci vorrebbe molto: In mancanza di tale chiarezza si rischia infatti di favorire un inutile scontro tra categorie professionali, i cui effetti non potranno che ricadere sulla tempestività e sulla qualità delle prestazioni fornite ai cittadini. Il Ministero avvii subito un confronto realmente costruttivo tra tutti gli operatori del settore, senza strumentalizzazioni e senza posizioni precostituite, nell'unico interesse del miglioramento delle prestazioni sanitarie".

Non siamo appassionati, come CISL Medici, ai mezzi, se il fine è comune e viene raggiunto nei tempi più brevi possibili. Ma questo non sia certo un alibi per non prender posizione. Ozioso e persino offensivo sarebbe qui citare il monologo di Menenio Agrippa, ma insomma, direttore, qui si tratta di qualcosa molto vicino ad esso e parlarne ci appare necessario.

Siamo in larga parte concordi con Cavicchi quando tuona temendo di intravedere che sono altri e ben altri! Noi siamo ancora tra quelli che credono ai politici, indipendentemente dal tempo che ci è voluto perché si convincessero che le nostre tesi non erano vuote farneticazioni.

La senatrice Silvestro auspica una positiva collaborazione, una intelligente sinergia? In un paio di cose invece non siamo del tutto convinti: Dipingere tutto questo come un abuso conduce ad una fuorviante maniera di affrontare il problema per non affrontare il problema. E se una rappresentante del Senato, che fa parte del partito di maggioranza relativa del governo attualmente in carica, affronta il problema in modo inesatto…il problema rischia di non essere mai risolto.

Altrimenti il dubbio di Cavicchi prende forza. E noi speriamo che invece a prender forza, nuova e maggiore, sia solo il nostro sempre più malandato sistema sanitario nazionale. Mi riferisco al governo che finanzia con i soldi della collettività, quindi contro la sanità universale, i fondi sanitari integrativi, ai tagli recentemente imposti al fondo sanitario nazionale, alla presa in giro dei Lea, ai tagli odiosi imposti al settore socio-sanitario e a quello della non autosufficienza cioè imposti ai soggetti più deboli di questa società.

Il sospetto che viene è che, ad onta del ridicolo, la nostra senatrice, abbia approfittato strumentalmente della decisione di Bologna per mettersi in mostra e riproporsi agli infermieri come al solito contro i medici i suoi nemici di sempre. Che la senatrice, per dimostrare la sua esistenza politica, abbia bisogno di questi espedienti, a mio parere, è davvero singolare. Se il comma è morto e tutti i suoi fautori se la sono squagliata, dissolti come neve al sole, i problemi che esso ha causato non sono morti ma si sono moltiplicati decentrandosi nei territori, nei servizi, negli ospedali.

La prima vera responsabile politica di questo sfascio è senza dubbio la senatrice Silvestro. Appurato che, hai noi, la senatrice Silvestro esiste e non solo in senso sartriano e che a suo modo nella sanità ha lasciato il segno, la cosa che più non digerisco del suo intervento è il suo ipocrita grido di dolore per le sorti della deontologia.

A fronte di tanta, troppo, semplice impudenza, sento il dovere di far sapere a tutti voi, senatrici e senatori, intanto che la vostra collega è stata la responsabile, in qualità di presidente Ipasvi, della peggior deontologia che gli infermieri abbiano mai avuto negli ultimi 40 anni.

Mi auguro che le autorità del Senato intervengano e che il Pd poveretto apra gli occhi su chi alla fine con le sue guerre di religione gli rovina la piazza e che gli infermieri e soprattutto chi li rappresenta abbiano un sussulto di dignità per liberarsi dai propri tiranni.

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1 comments
  1. annunci sexy bologna gay massaggi milano
    annunci sexy bologna gay massaggi milano • Post Author •
    29.06.2018 at 13:38

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